giovedì, 27 giugno 2019

I SORCI VERDI - Quadrimestrale di letteratura & arti varie

La rivista di letteratura ed arti varie I Sorci Verdi nasce a Brescia nel mese di maggio 2011 per la passione e la volontà di Michele Mocciola, Massimiliano Peroni e Pavel Zelinskiy.

Scopo della rivista è riflettere (anche con qualche ironia) principalmente sopra la letteratura e l’arte dello scrivere, con più di uno sguardo verso stili e autori attualmente trascurati dall’ <<opinione pubblica>>. La rivista è – pure – un tentativo di snidare un linguaggio (la lingua italiana), ormai rassegnato al travolgente volgere di tempi di facili approcci, facili motteggi, facili scioglilingua.

La dimensione della rivista è, innanzitutto, cartacea (senza omettere i necessari supporti della Rete): il tempo necessario perché la carta ingiallisca, e si sfaldi prima di sparire, è più naturale di quanto non si pensi rispetto alla nascita e alla morte subitanee di un post o di un blog.

Infine, la rivista si propone quale luogo di assemblaggio di altri (e speriamo numerosi) contributi creativi in vista di una rivoluzione di pensiero disarmata ma per nulla pacifica.
La rivista è distribuita gratuitamente in tutte le biblioteche del circuito di Brescia e Cremona (http://opac.provincia.brescia.it) e nelle librerie e altri luoghi elencati nella pagina Dove trovarci.

Dal numero 7 – Aprile 2013 il nuovo proprietario-editore della rivista è l’Associazione culturale I Bagatti, con sede a Brescia. Il Consiglio Direttivo dell’associazione è composto da Massimiliano Peroni  (Presidente), Michele Mocciola e Giacomo Cattalini.
Il primo direttore responsabile della rivista è stato il giornalista Alberto Mondinelli, dal n. 20 il nuovo direttore responsabile è Massimiliano Peroni, iscritto all’elenco speciale dell’ordine dei giornalisti della Lombardia.

La Rivista è strutturata come un convivio letterario dove la poligamica tradizione italiana produce le differenze, le varietà, le singolarità, sotto l’egida unica ed inflessibile di un’estetica, ovvero di un’armonia delle parti che rende il molteplice unico. I testi sono quindi disposti In Tavola per l’imbandimento affinché ognuno (chiunque) ne possa servire secondo il proprio gusto del momento. Ciascun numero della Rivista ha un tema specifico.

Il Parafulmine

L’editoriale della Rivista è il Parafulmine. Il suo nome è un omaggio a L’Antologia dello humour nero di André Breton del 1939. Breton nomina la sua Prefazione Parafulmine omaggiando a sua volta una frase dello scrittore-filosofo Georg Christoph Lichtenberg (1742-1799): “La prefazione potrebbe avere per titolo: il parafulmine”.
Date tali ispirazioni, il Parafulmine è un editoriale bizzarro, a carattere fortemente letterario, che privilegia un registro beffardo, insolente, provocatorio, e mira non a lusingare e rassicurare ma a scuotere e destabilizzare il lettore, attirandosi eventualmente i suoi strali: a parare i suoi fulmini, appunto.

Il Piatto Forte

Come in tutte le tavole bene allestite la portata centrale, il Piatto Forte, è il testo di maggiore complessità, nelle sue componenti come nelle prospettive di pensiero, ed occupa le pagine centrali della Rivista. Ogni numero ha il suo Piatto Forte, ad eccezione dei numeri che contengono gli Speciali.

Rubriche

Graticola

È un esercizio di vis polemica, più o meno accentuata, con un destinatario ben preciso il quale, appunto, è messo alla graticola.

Liquore

È un distillato. Nella trasfigurazione metaforica il Liquore è, appunto, una alcolica sintesi finale, un distillato di quello specifico numero della rivista (e relativa abbuffata). Inebria senza ubriacare per assecondare un momento di insana felicità (o infelicità, a seconda dei soggetti) in piena coscienza. È la goccia distillata che racchiude in sé il tutto.